Chi vive a Pavia, in Lomellina o nel basso milanese conosce bene il fenomeno della nebbia invernale e delle giornate con cielo uniformemente coperto da strati di nubi basse tra novembre e gennaio. È legittimo chiedersi: ha senso installare un impianto fotovoltaico in un clima come il nostro?
Luce diretta vs Luce diffusa: la fisica del silicio
I pannelli fotovoltaici non necessitano necessariamente di un raggio di sole limpido per generare elettricità: necessitano di fotoni. La luce visibile che filtra attraverso le nebbie padane è una radiazione solare diffusa che viene captata dai semiconduttori.
Nei pannelli solari di vecchia generazione (tecnologia P-Type policristallina o monocristallina standard), la produzione con luce diffusa crollava fino al 5-8% della potenza nominale.
Con i moduli JA Solar DeepBlue N-Type che installiamo a Pavia:
- Le celle al silicio drogate con fosforo (N-Type) presentano impurità minime e una mobilità degli elettroni notevolmente superiore.
- La risposta alla luce a bassa intensità o angolazione sfavorevole è superiore del 12-18% rispetto ai pannelli tradizionali.
- Anche in una giornata nebbiosa tipica di Belgioioso o Vigevano, un impianto da 6 kW genera costantemente tra 600 e 1.400 Watt, coprendo i consumi passivi della casa (frigoriferi, domotica, modem, pompe di circolazione).
La produzione su base annua nel pavese
In provincia di Pavia la producibilità media annuale di un impianto fotovoltaico ben orientato a sud (inclinazione tetto 20-30 gradi) è di circa 1.150 - 1.250 kWh per ogni kWp installato.
La distribuzione mensile registra:
- Circa il 75-80% della produzione concentrata tra marzo e ottobre.
- Circa il 20-25% della produzione nei mesi freddi (novembre-febbraio).
Nei mesi primaverili ed estivi, l’impianto produce energia in forte eccesso che viene stoccata nella batteria di accumulo EcoFlow o immessa in rete generando crediti, compensando ampiamente il fabbisogno energetico annuale della famiglia.